Peugeot 203: un glorioso capitolo di storia dell’automobilismo
Se è vero che non si può guardare al futuro, senza conoscere il proprio passato, c’è chi, come il marchio Peugeot, ha deciso di valorizzare la propria storia attraverso le auto che hanno lasciato il segno nel mondo dell’automobilismo internazionale e nel cuore degli appassionati.
Proprio per valorizzare le tradizioni e l’evoluzione della Casa del “leone”, alla fine dello scorso anno ha aperto i battenti a San Gimignano la “Galerie Peugeot”: primo museo dedicato alle vetture del marchio, nato al di fuori del territorio francese, “visitabile anche attraverso il sito internet www.peugeot.it nella sezione del Club Storico.
Della collezione permanente fanno parte circa 30 vetture, tra cui la 604 utilizzata da Papa Giovanni Paolo II, alle quali vanno aggiunte prestiti provenienti dal Museo ufficiale del Marchio, come la 205 T16 che vinse la Parigi-Dakar nel 1988, e dalla Collezione Pininfarina, come il prototipo Peugette del 1976. Fra le 30 vetture della “Galerie Peugeot”, non si può certo dimenticare una tra le auto più apprezzate dagli appassionati del marchio, la “203”. Dalla realizzazione del primo esemplare della 203 (nel 1948) sono passati 60 anni e per celebrare degnamente il traguardo raggiunto, il Club Storico la ha voluta al centro dell’attenzione nel proprio stand ad “Automotoretrò”, la manifestazione fieristica svoltasi a Lingotto Fiere di Torino (tra il 15 e il 17 febbraio) e dal 14 al 18 maggio porterà il vessillo del marchio durante la prossima edizione della “Mille Miglia”.
La vettura sarà affidata all’esperienza di Gino Munaron (che nel 1953 vinse con questo modello la sottoclasse “Turismo Internazionale 1300 cc” nella famosa competizione) e di Gianni Del Zoppo, che nel 1985 conquistò, con una 505 Diesel, il Campionato italiano rally Gruppo A. La vettura del Club Storico sarà affiancata alla manifestazione bresciana da altre due “gemelle”: quella del socio Alberto Donghi, e quella di Fausto Tronelli, esperto di 203, nel ruolo di assistenza.
Stefano Semeraro
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