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Il futuro si chiama idrogeno, ma adesso bisogna puntare tutto sull’ibrido

 

 

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Forse in tanti lo hanno capito da poco e forse molti altri non lo hanno ancora fatto, ma il futuro è ormai chiaro, si chiama “idrogeno”. I diesel e i benzina pur proponendo tecnologie sempre più efficienti e rispettose dell’ambiente, pagano il limite di non poter azzerare, ma solo ridurre le emissioni inquinanti. E’ infatti sufficiente considerare l’aumento esponenziale del numero di veicoli in circolazione per comprendere quanto i risultati tecnici ottenuti non siano poi così soddisfacenti. L’inquinamento di conseguenza non accenna battute d’arresto e i continui blocchi del traffico urbano sono soltanto un timido campanello d’allarme, forse troppo silenzioso per smuovere le coscienze e diffondere la cultura della sostenibilità. Prima di assistere al sopravvento dell’idrogeno, bisognerà aspettare presumibilmente non meno di dieci anni e nell’attesa saranno i veicoli ibridi (benzina/elettrici) a farla da padroni. Alcune Case automobilistiche sono da tempo impegnate nella ricerca e sviluppo di quella ormai comunemente chiamata “mobilità sostenibile”, altre ora sono costrette ad inseguire lo sviluppo di una tecnologia in cui non hanno voluto credere e pochi produttori sembrano ancora ignorare (o quasi) la questione. Il Bmw Group punta tutto su un nuovo criterio di progettazione, incentrato sulla filosofia della “dinamica efficiente”, che vede la sua punta di diamante nella “Hydrogen 7” (vettura a doppia alimentazione benzina/idrogeno). Il gruppo Toyota, ha raggiunto e superato l’importante traguardo delle 100.000 vetture ibride vendute in Europa (5.500 in Italia, 3.000 delle quali sono Prius). Ma la Honda non è da meno grazie alla sua Civic Hybrid, capace di conquistare il titolo di “vettura più ecologica” secondo il VCD tedesco, ma soprattutto grazie al prototipo “FCX”, la vera svolta epocale nel mondo delle auto. Questa slanciata e futuristica berlina è spinta da una nuova unità a celle combustibili alimentate a idrogeno, con serbatoi capaci di immagazzinare fino a 5 Kg (171 litri) di idrogeno, sufficienti a percorrere ben 570 Km. Per supportare questa tecnologia, Honda ha sviluppato anche la HES (Home Energy Station), da installare in casa e capace di convertire il gas naturale in elettricità, calore e idrogeno per rifornire i veicoli ad idrogeno. Una soluzione utile ad ovviare all’assenza di specifiche stazioni di rifornimento e contemporaneamente capace di utilizzare l’idrogeno per produrre elettricità (5 Kw) per la casa. Il mondo dell’auto muove così i primi passi verso il futuro, ma comprendere realmente il problema e farlo proprio è l’unica vera possibilità a nostra disposizione, per evitare che questa nascente corrente di pensiero si perda in un nulla di fatto.

Stefano Semeraro

Settembre 16, 2007 - Pubblicato da semeraros | Anteprima, Bmw, Concept Car, Curiosità, Ecologia, Honda, Ibride, Idrogeno, Toyota | | Nessun Commento

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